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Quando andare dal sessuologo
Psicologa e sessuologa, iscritta all’Albo degli Psicologi della Toscana n. 10641
- Pubblicato il:
- Aggiornato il 24 Settembre 2026
Se ti stai chiedendo se andare da un sessuologo, hai già una parte della risposta. Una domanda così non nasce dal nulla: vuol dire che qualcosa, nella tua sessualità o nella tua relazione, ti mette a disagio o ti fa soffrire. E questo basta per fare una telefonata.
Non esiste una soglia oltre la quale “è il momento”. Non serve che il problema sia grave, né che duri da anni. Basta che ti pesi. Sarà poi il professionista, dopo il primo colloquio, a dirti se l’aiuto che cerchi sta davvero nella sessuologia o se è meglio un’altra figura. In quel caso ti indicherà a chi rivolgerti.
In questo articolo ti racconto cosa porta di solito le persone nel mio studio, perché spesso aspettano più del necessario, come si svolgono i primi incontri e perché, quasi sempre, ti chiederò di passare anche dal medico.
Una telefonata, prima di tutto
Scrivimi su Whatsapp e la fissiamo: 10-15 minuti, gratuita e senza impegno, per capire insieme se il mio lavoro fa per te.
In questo articolo
Perché si aspetta, spesso troppo
Quasi tutti arrivano dopo un periodo di attesa. Ci si dice che è un momento, che passerà. Con le persone più giovani di solito parliamo di qualche mese, ma c’è anche chi arriva dopo anni.
Poi, quasi sempre, c’è un passaggio dal medico. È la prima risposta che viene in mente, ed è giusta: si fanno gli esami, e solo quando gli esami dicono che a livello fisico è tutto a posto ci si concede l’idea che il problema possa essere psicologico. A quel punto si chiama.
Credo che dietro l’attesa ci sia soprattutto paura. Parlare di emozioni è già difficile. Nell’immaginario, il sessuologo è il livello successivo dello psicologo: il mostro finale, quello con cui bisogna parlare di sesso ad alta voce. Ci si immagina un’ora di imbarazzo.
Di solito non va così. Alla fine del primo colloquio chiedo sempre come ci si è sentiti a parlare di questi temi, di cui non siamo abituati a parlare con nessuno, nemmeno con gli amici. La risposta che ricevo più spesso è che non ci si è sentiti giudicati, e che è andata meglio del previsto. E se qualcosa, invece, ti ha messo a disagio o ti ha dato l’impressione di un giudizio, puoi portarlo in seduta e parlarne insieme.
Per cosa ci si rivolge a una sessuologa
Non serve una diagnosi per chiedere aiuto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità descrive la salute sessuale come uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale, e non come la semplice assenza di malattie o disfunzioni.
Nella mia esperienza il motivo più frequente è l’ansia da prestazione. Riguarda soprattutto gli uomini, ma anche le donne, e raramente resta confinata in un punto: si allarga al desiderio, all’eccitazione, alla risposta del corpo. Sotto, quasi sempre, c’è la stessa domanda: sarò abbastanza?
Le difficoltà per cui mi contattano più spesso sono:
- ansia da prestazione
- calo del desiderio
- difficoltà di erezione o di lubrificazione
- eiaculazione precoce
- difficoltà a raggiungere l’orgasmo
- domande o preoccupazioni sulla sessualità che ti mettono a disagio
C’è poi una cosa che osservo spesso: la difficoltà sessuale è la parte visibile di qualcosa che riguarda la relazione, il modo in cui stiamo in contatto con l’altro. Non è un caso. L’intimità è l’unico posto in cui non possiamo presentarci con una maschera: lì siamo vulnerabili e molto visibili. O ci si presenta nudi, letteralmente e metaforicamente, oppure l’incontro con l’altro non avviene. Non sempre ci sentiamo sicuri di farlo, ed è lì che nascono le difficoltà.
Se vuoi sapere come lavoro in quest’area, trovi tutto nella pagina sui percorsi di sessuologia a Firenze.
Sessuologo o medico? Tutti e due, e il prima possibile
Per le difficoltà sessuali ritengo sempre necessario un controllo medico. Se non l’hai ancora fatto, ti chiederò di farlo entro il terzo colloquio: dal ginecologo, dall’urologo o dall’andrologo, a seconda della situazione. Nel frattempo andiamo avanti con i primi incontri, e se non trovi posto subito va bene: aspettiamo il tempo che serve.
Il motivo è semplice. Sapere se c’è una causa organica cambia il lavoro, ed è meglio saperlo il prima possibile: è come parlare di mele o di pere. Anche quando una causa fisica c’è, il lavoro psicologico non perde senso. Un problema organico nella sfera sessuale pesa sulla vita di tutti i giorni e sulla relazione, e parte del percorso può essere proprio imparare a conviverci.
| Aspetto | Il medico | La sessuologa |
|---|---|---|
| Di cosa si occupa | le cause fisiche: esami, diagnosi, cure | vissuti, ansia, desiderio, relazione |
| Quando | all’inizio, per escludere o trovare una causa organica | quando la difficoltà ti pesa, anche mentre fai gli esami |
| Se la causa è fisica | cura la causa | aiuta a gestirne l’impatto sulla vita e sulla coppia |
Non sono un medico e non mi occupo di aspetti medici: su quelli rimando sempre a chi ne ha la competenza.
Come funziona il primo incontro
Una telefonata conoscitiva, 10-15 minuti, gratuita.
Si fissa con un messaggio su WhatsApp. Ci sentiamo a voce, mi racconti brevemente cosa succede e valutiamo insieme se un colloquio con me ha senso.
I primi due o tre colloqui: ci conosciamo.
Ti chiedo della tua vita in generale: cosa fai, dove e con chi vivi, come passi il tempo libero, come stai con le persone intorno a te. Poi entriamo nel motivo per cui ci vediamo: da quanto tempo c'è la difficoltà, quando è nata, cosa succedeva nella tua vita in quel periodo, se si presenta con tutti i partner o solo con uno, se c'è anche quando sei da solo o da sola. Ti chiedo anche cosa ti aspetti dal percorso, per capire insieme se sono aspettative che possiamo soddisfare.
La restituzione
Alla fine di questi colloqui ti dico che idea mi sono fatta di quello che mi hai portato e come penso che potremmo lavorarci. A volte il lavoro resta nella sessualità; altre volte la difficoltà sessuale si legge meglio alla luce della relazione, e il percorso va lì.
Il percorso
Ci vediamo una volta a settimana, e appena è possibile gli incontri si diradano. Ogni colloquio dura 60 minuti. Quanti incontri serviranno non si può stabilire in anticipo: dipende dalla situazione e dagli obiettivi che ci diamo.
Tutto quello che mi racconti è protetto dal segreto professionale, come prevede il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.
Prenota la telefonata
È il passo 1 qui sopra: basta un messaggio su WhatsApp. 10-15 minuti, gratuita e senza impegno.
Il sessuologo è un medico?
Non necessariamente. Quella del sessuologo non è una professione con un albo ufficiale. Io sono psicologa, iscritta all’Albo degli Psicologi della Toscana, con un master in sessuologia. Mi occupo degli aspetti psicologici e relazionali, e per quelli medici rimando al medico.
Quanto dura un percorso con una sessuologa?
Dipende dalla situazione e dagli obiettivi. Il numero di incontri non si può stabilire prima: dopo i primi due o tre colloqui avrai un’idea più chiara dell’impegno necessario.
Mi vergogno a parlarne. È normale?
Sì, è la preoccupazione che hanno quasi tutti prima del primo colloquio. Parlare di sessualità in modo così aperto non è un’abitudine per nessuno. Quello che mi sento dire più spesso, alla fine del primo incontro, è che è andata meglio del previsto. E se per te non è così, anche questo si può portare in seduta.
Si può fare anche online?
Sì. Ricevo in studio a Firenze, ma per percorsi individuali e di coppia è possibile anche il percorso online.
Come capire se è il momento
Se una difficoltà nella sessualità ti pesa, e magari hai già aspettato per vedere se passava, non c’è bisogno di aspettare oltre. Il primo passo è una telefonata di pochi minuti, senza impegno: mi racconti cosa succede e capiamo insieme se il mio lavoro fa per te, o se è meglio un’altra figura.
Bianca Raffaelli
Psicologa e sessuologa a Firenze, iscritta all’Albo degli Psicologi della Toscana n. 10641. Laureata in Psicologia Clinica all’Università di Padova, ha un Master in Sessuologia e un Master in psicoterapia della coppia; si sta formando in psicoterapia sistemico-relazionale. Riceve in studio a Firenze e online.
Una telefonata, prima di tutto
Scrivimi su Whatsapp e la fissiamo: 10-15 minuti, gratuita e senza impegno, per capire insieme se il mio lavoro fa per te.